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Corriere della Sera, 6 dicembre 2004

Milioni di immagini e centinaia di filmati sequestrati. Venivano scambiati su Internet attraverso il sistema peer to peer Kazaa"Operazione congiunta di Fiamme Gialle e Polizia in 39 città"
Online il bazar dei pedofili: 1 arresto, 34 denunce
Milioni di immagini e centinaia di filmati sequestrati. Venivano scambiati su Internet attraverso il sistema peer to peer Kazaa
MILANO - Quarantadue perquisizioni, 34 persone denunciate, un arresto in flagranza di reato e oltre 4mila gigabyte di materiale pedopornografico sequestrato pari a milioni di agghiaccianti immagini e centinaia di filmati. E’ il risultato di un'indagine condotta in 39 città italiane dalla Procura della Repubblica di Roma e dal Nucleo speciale anticrimine tecnologico della GdF e della Polizia postale del Lazio.
Le indagini hanno individuato un osceno bazar online di materiale pedopornografico. Lo scambio avveniva con modalità analoghe a quelle utilizzate da molti giovani che attraverso Internet si scambiano brani musicali e film: i soggetti interessati all’ignobile scambio di foto e film si collegavano normalmente alla Rete delle Reti e cercavano persone con interessi affini attraverso Kazaa, un sito che permette ad appassionati di qualsivoglia sorta di informazione multimediale di reperire altri individui con cui condividere quanto a disposizione sul proprio hard disk.

Una impressionante quantità di compact disc, Dvd, floppy e hard disk, videocassette e persino rullini fotografici sono, da quanto riferiscono fonti investigative, il consuntivo del materiale rinvenuto nel corso delle perquisizioni avvenute in 39 città, nelle province di Ascoli Piceno, Bari, Bergamo, Bologna, Brescia, Caltanissetta, Caserta, Catania, Firenze, Forlì, Genova, Livorno, Mantova, Milano, Modena, Novara, Palermo, Perugia, Pescara, Roma, Torino, Trento, Trieste, Venezia, Verona, Vicenza.

L’indagine ha permesso di localizzare persone che, avvalendosi di uno dei più diffusi meccanismi di "file sharing", si incontravano sulla Rete dando vita a un osceno bazar in cui venivano barattate fotografie e sequenze filmate di bimbi e bimbe ripresi in atti sessuali o in scene di violenza. Le operazioni di download (con cui si acquisiscono i file) e di upload (con cui, invece, si trasferiscono immagini e filmati ad altri computer in Rete) sono state puntualmente tracciate consentendo a Guardia di Finanza e Polizia di identificare le persone che - resesi protagoniste del traffico - facevano affidamento sul presunto anonimato della loro presenza online.

Corriere della Sera, 25 novembre 2004
L'indagine è stata condotta dalla Polizia postale di Venezia
Operazione antipedofilia online in 65 nazioni
Decine di arresti, migliaia di persone coinvolte. In Italia quattro mandati di cattura e oltre cento perquisizioni
VENEZIA - Operazione «Canalgrande». È il nome in codice di una estesa inchiesta contro la pedofilia online condotta dalla Polilzia postale di Venezia e che ha coinvolto 65 nazioni in tutto il mondo (35 in Europa, 15 in Africa, sedici in Asia, undici in America, una in Oceania). Decine di arresti e migliaia di persone coinvolte nel blitz coordinato dal pubblico ministero Maria Rosaria Micucci della procura di Venezia, e al quale hanno contribuito anche l'Interpol, l'Europol e la polizia delle nazioni interessate. L'operazione è scattata alle prime ore di giovedì e ha visto impegnati migliaia di persone delle forze dell'ordine, di cui 400 solo in Italia per eseguire quattro arresti e oltre cento perquisizioni in quasi tutte le regioni.

Corriere della Sera, 26 agosto 2004
"Chi accede dal luogo di lavoro dovrebbe perdere il posto"

TOLLERANZA ZERO Siti porno al ministero inglese, 16 licenziati
Eseguito anche un arresto. In otto mesi decine di dipendenti hanno scaricato immagini vietate, anche a sfondo pedofilo
LONDRA - Un arresto, sedici licenziamenti, tre dimissioni, due sotto inchiesta e 261 sanzioni disciplinari al ministero del Lavoro britannico a Londra. L'accusa: vedevano siti porno sul posto di lavoro. In otto mesi decine di dipendenti hanno scaricato migliaia di immagini porno, anche a sfondo pedofilo. Uno di loro ha scaricato dalla rete ben 103 mila immagini a luci rosse, mentre nel complesso sono state visionate oltre 2.300.000 pagine virtuali pornografiche, di cui oltre 18 mila a sfondo pedofilo. La scoperta, frutto di un monitoraggio durato otto mesi dell'uso di tutti i computer in dotazione al ministero, ha sollevato critiche e polemiche.
TOLLERANZA ZERO - Il liberaldemocratico Steve Webb ha affermato che in questi casi serve «tolleranza zero» e che tutti i dipendenti coinvolti dovrebbero essere licenziati. «Qualsiasi dipendente che accede a siti pornografici dal luogo di lavoro dovrebbe perdere il posto», ha dichiarato il parlamentare. «Questo fenomeno aiuta la pornografia, i pedofili ed è un rischio per la sicurezza, deve essere adottato un approccio di tolleranza zero». Il conservatore David Willetts ha ricordato che il ministero del Lavoro soffre di un elevato tasso di assenteismo ed è già costato al Tesoro milioni di sterline a causa di frodi ed errori nei sussidi alla disoccupazione.

Corriere della Sera, 20 luglio 2004
software blocca 200mila tentativi di accesso a siti per pedofiliInghilterra: software blocca 200mila tentativi di accesso a siti per pedofili
LONDRA - Duecentomila tentativi di accesso a siti porno per pedofili in una settimana. Li ha registrati la British Telecom, la piu' importante compagnia telefonica britannica, che ha attivato sulle proprie linee uno speciale software che permette di bloccare i tentativi di accesso a questo tipo di siti. Il sottosegretario al ministero degli Interni britannico Paul Goggins si e' detto ''profondamente scioccato'' dai dati resi noti. (Agr)

Corriere della Sera, 6 novembre 2003
Italia 5ª al mondo per produzione siti pedopornografici "Italia 5ª al mondo per produzione siti pedopornografici
"
Pedofilia: due importanti operazioni in due giorni Perquisizioni, sequestri di computer e materiali in varie regioni italiane e all'estero. Sotto accusa i soliti «insospettabili»
PALERMO - Due importanti operazioni di lotta alla pedofilia hanno inferto nuovi colpi a un fenomeno che, purtroppo, appare sempre più diffuso se è vero che non più tardi di lunedì un'inchiesta di Telefono Arcobaleno (organizzazione che combatte la pedofilia online) e Osservatorio sui diritti dei minori ha posizionato l'Italia al quinto posto mondiale per produzione di siti internet pedopornografici, con un incremento pari al 295,7% rispetto allo scorso anno. Sarebbero 272 mila i siti pedopornografici scoperti e denunciati da organizzazioni non governative in Europa e dal costante monitoraggio delle forze di polizia internazionale. A questi si aggiungono 7.925 siti militanti.

La Repubblica, 4 settembre 2003
"Carcere per chi manda e-mail spazzatura".
Carcere per chi manda e-mail spazzatura Subdole, invadenti, insistenti, le spam, offerte commerciali non richieste, inondano quotidianamente la posta elettronica di milioni di internauti, trasmettono virus e impallano i computer, bloccano l'attività lavorativa, costano milioni di euro alle aziende vittime di "alluvioni" e costrette a scaricare i "rifiuti", quando non nascondono tentate truffe o immagini e messaggi non adatti ai bambini. Il Garante della privacy Stefano Rodotà ha detto stop. Dopo una serie di "condanne" che hanno provocato la sospensione dell'attività di società e persone, l'Authority ha adottato un nuovo provvedimento per frenare il massiccio invio on line di promozioni o pubblicità indesiderate. Chi abusa rischia una multa che può arrivare a 90 mila euro, ma anche la reclusione da sei mesi a tre anni. Perché lo spamming a fini di profitto è un reato.

Inviare e-mail pubblicitarie senza il consenso del destinatario è vietato dalla legge. Chi intende usare e-mail per comunicazioni commerciali deve sapere innanzi tutto che è necessario il consenso del destinatario. Un consenso che deve essere chiesto prima dell'invio e dopo aver fornito tutte le informazioni sull'utilizzo dei dati personali. L'Autorità per la privacy con questo provvedimento ha recepito le indicazioni approvate dall'Ue lo scorso anno. Proprio nel 2002 la Commissione europea contro la spamming aveva calcolato per le imprese una perdita di produttività pari a 2,5 miliardi di euro. I numeri raccontano un fenomeno in forte crescita. Gli esperti di web affermano che entro il 2006 ogni utente rischia di essere raggiunto da oltre 14 mila e-mail spazzatura in un solo anno.

Times, Maggio 22, 2003
Yahoo Internet ha lanciato una campagna per dare qualche consiglio su come affrontare lo spamOggi Yahoo Internet ha lanciato una campagna per dare qualche consiglio su come affrontare lo spam. E-mail non desiderate, o “SPAM” contenenti vendite con truffa o siti pornografici stanno travolgendo le caselle di posta elettronica dei consumatori.
Almeno il 20% del totale delle e-mail e il 70% delle e-mail ricevute dal computer di casa è spam. Un rapporto australiano ha scoperto che la quantità ricevuta è cresciuta del 700% tra il 2001 e il 2002. L’industra anti-spam sostiene che il costo sprecato di personale e risorse di computer sullo spam può costare 10 miliardi di dollari nel 2003. La European E-commerce Association raccomanda ai consumatori di installare un software di filtraggio sul loro computer. Con un software di filtraggio, i consumatori possono bloccare indirizzi sconosciuti, blacklist, indirizzi particolari di e-mail oppure fermare e-mail con specifiche parole nel soggetto.

 


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